Joom!Fish config error: Default language is inactive!
 
Please check configuration, try to use first active language

Omelia Domenica 30 Aprile
Omelia Domenica 30 Aprile Print E-mail

Domenica 30 Aprile

Eremo di Montegiove (Fano)

Omelia - III Domenica Tempo di pasqua 

Lc 24, 13 - 35

Non ci bruciava forse il cuore mentre ci spiegava le Scritture?

Lungo il percorso da Gerusalemme ad Emmaus avviene qualcosa che non era mai avvenuto prima per i due discepoli del maestro sconfitto sulla croce. Lungo quel percorso, nel tempo di quel cammino, acquisiscono e cominciano a comprendere quello che fino a quel momento era rimasto soffocato dalle aspettative e dalle precomprensioni fuorvianti.  

La delusione e i sogni infranti aiutano a far cadere le barriere che impediscono una lettura autentica e libera di quanto è accaduto e di quanto apparteneva al loro mondo culturale e religioso. Camminano con uno sconosciuto che non è più sconosciuto ora di quanto non lo fosse prima, quando lo seguivano, quando ne conoscevano il nome e i lineamenti, quando lo chiamavano maestro e ne ascoltavano entusiasti gli insegnamenti rimanendo stupiti da quante cose straordinarie faceva quel loro maestro.  

Ma nonostante tutto il loro cuore non aveva mai bruciato, non si era mai coinvolto appieno con il maestro, non avevano ancora fatto proprio il vero insegnamento del loro maestro, non avevano ancora capito quanto potesse essere grande e forte la potenza dell’amore donato fino all’estremo, quanto potesse essere grande e forte la presenza dell’amore di Dio posata proprio sulla croce, sul quel patibolo che sembrava uno dei tanti e come tanti dimenticati anzi cancellati dalla storia, da quella storia che fa percepire l’assenza e il gelido silenzio di Dio. L’esatto contrario di un calore che brucia il cuore.  

I due viandanti si lasciano contagiare dalla passione e dal calore di quello sconosciuto, e dal loro cuore infiammato escono parole calde di amicizia e desiderio di quella presenza riscaldante e vitale che illumina la notte che sta scendendo. Resta con noi, Signore, rimani con noi, perché si fa sera. Resta con noi quando la sera scende nel cuore, resta con noi alla fine della giornata, alla fine della vita. Resta con noi, e con quanti amiamo, nel tempo e nell'eternità.  

Lo riconoscono nello spezzare il pane, lo riconoscono nel momento della piena condivisione, nel momento dello spezzare, dell’aprire una forma chiusa perché i frammenti dell’apertura diventino cibo per la vita. Lo riconoscono dal non chiedere nulla ma dare tutto. Lo riconoscono e subito scompare alla loro vista, scompare ma non è assente, anzi è presente nei loro cuori brucianti, tanto brucianti che non possono restare fermi, capiscono che quanto è successo in quella sera non appartiene solo a loro ma è esperienza bruciante che può contagiare altri ancora delusi e timorosi, perchè hanno visto crollare il loro mondo davanti alla croce.  

In questa celebrazione eucaristica in cui ci nutriamo della parola e del pane spezzati per la nostra vita, preghiamo perché lo spirito del risorto sia nostro compagno di cammino e ci aiuti ad aprire gli occhi per riconoscerlo nella nostra storia.