Joom!Fish config error: Default language is inactive!
 
Please check configuration, try to use first active language

Articoli su Monte Giove
Articoli su Monte Giove
Dalla scrivania dell’impiegato, alla cella del monastero Print E-mail


RELIGIONE

Dalla scrivania dell’impiegato, alla cella del monastero

P. Marino Mazzola monaco camaldolese, 43 anni di Codogno, ordinato sacerdote dal Vescovo Trasarti

FANO - “Carissimo Padre Marino, il Signore ha posato il suo sguardo su di te, ti ha chiamato a una vocazione santa e ad un  ministero che ti conforma in tutto e per tutto a lui Sacerdote, Re e Profeta”. In un clima semplice, e nel contempo solenne, il Vescovo Armando Trasarti – rende noto don Giacomo Ruggeri, Portavoce del Vescovo – ha consacrato sacerdote, sabato 16 giugno nelle Cattedrale di Fano alle ore 10, P. Marino Mazzola, giovane monaco camaldolese della comunità di Monte Giove. P. Marino (43 anni) è nato a Codogno, in provincia di Lodi, il 2 novembre 1969 ed il terzo figlio assieme a due sorelle. Dopo il diploma ha lavorato a Milano per alcuni anni in qualità di impiegato. Nel 1996 entra in monastero a Camaldoli. Nel suo percorso di studi la prima tappa è stata a Roma, presso il Pontificio Ateneo di S. Anselmo, dove ha conseguito il baccalaureato in teologia poi a Firenze nella Facoltà Teologica dell'Italia Centrale, la licenza in teologia dogmatica.

Nei giorni scorsi – prosegue don Ruggeri – P. Marino aveva inviato una sua riflessione e testimonianza nell’avvicinarsi di un passo così importante. Così ci diceva: “Siamo ricchi di riflessione ma conosciamo anche la crisi della civilizzazione. Un certo modo di concepire il progresso ci ha fatto smarrire il senso nella vita collettiva, il valore delle cose importanti, dell’ambiente, della natura, della politica, dei rapporti e cadere spesso nel non senso anche a livello personale. Talvolta – scrive ancora P. Marino – abbiamo smarrito anche il senso di Chiesa, un senso a partire dal quale concepire un percorso di conversione, di evangelizzazione, di missione. Occorre guardare al futuro ecclesiale con molta umiltà e discrezione ma, decisamente, con speranza”. All’ordinazione erano presenti: il Generale dei Camaldolesi P. Alessandro Barban guida per oltre 15 anni a Fonte Avellana, diversi monaci confratelli camaldolesi e alcuni sacerdoti diocesani. Suggestivo e denso di significato,  come in ogni celebrazione di ordinazione sacerdotale, il momento dell’imposizione delle mani del Vescovo sul capo dell’ordinando, in un profondo clima di silenzio. Nell’omelia il Vescovo Trasarti ha ricordato al neo sacerdote il clima attuale della chiesa mondiale e ciò che sta passando, non senza sofferenza: “L’umiliazione che la Chiesa sta vivendo ai nostri giorni ci permette di riconoscere la debolezza e di assumere la nostra stessa umiliazione per poter testimoniare la nuova presenza di Dio dentro una Chiesa umile e umiliata di cui facciamo tutti parte.

L’umiliazione delle fragilità evidenti - ha proseguito il Vescovo – del male compiuto, dello scarso numero di preti, dei membri della Chiesa che se ne vanno, delle difficoltà ad annunciare Gesù al mondo d’oggi. Ci può essere qualcosa di angosciante nella situazione attuale, ma è pericoloso ostinarci a voler mostrare una Chiesa che vuol essere sempre la più forte, invece di trasformare l’angoscia nella pace che deriva dall’accoglienza del reale”. La solenne celebrazione si è conclusa con un grande applauso di incoraggiamento al neo sacerdote che farà parte della comunità di Monte Giove, comunità guidata da P. Natale Brescianini, giovane priore quasi coetaneo di P. Marino, una comunità importante per la città di Fano. P. Marino ha ringraziato tutti “chiedendo a tutta la comunità fanese di pregare per questo nostro tempo, per il lavoro operoso che si svolge nelle nostre comunità, nella nostra diocesi, perché possa sempre crescere e migliorare la coesione interna e l’apertura all’altro. Vi chiedo anche di pregare per me, perché ogni giorno possa ricordare i doni di grazia del Signore e saperli investire come talenti”.
Ufficio Comunicazioni Sociali

 
Monaci e ambiente Print E-mail