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Lectio divina
Lectio divina Print E-mail

Nonostante nel nostro tempo ci sia un primato dell’occhio, della visione, dell’immagine, la Bibbia, il mondo semitico, ha sempre privilegiato l’udito rispetto alla vista. Dio incontra l’uomo, gli si manifesta specialmente attraverso la Parola.

Se Dio è l’Invisibile, l’uomo può udirne la Parola. La religione biblica è fondata sulla Rivelazione di Dio. Dice la Dei Verbum: “Questa Rivelazione avviene attraverso eventi e parole intimamente connessi” (DV, I). Dio interviene o agisce nella storia dell’uomo e spiega il senso del suo intervento. Dio parla all’uomo, lo chiama ad un rapporto di comunione, di vita con sé e per questo diviene di primaria importanza da parte nostra l’ascoltare. Quindi per la Bibbia, il vero credente è la persona che si apre all’ascolto, accoglie questa parola e poi risponde, c’è un coinvolgimento, risponde a questo invito. Paolo ai Romani dice che la fede nasce dall’ascolto (Rm 10). Nel Vangelo, la voce di Dio che si fa udire alla Trasfigurazione di Gesù, comanda: Ascoltatelo! Perché la sua è Parola di Vita, Parola di Verità, Parola di Salvezza. Quindi se la fede nasce dall’ascolto, il pericolo più grave per noi diventa il non ascoltare, il non avere come metodologia di vita cristiana l’ascolto. Sottolineiamo al riguardo l’insistenza del Salmo 94 che la Chiesa ci fa dire ogni mattina nella Liturgia delle Ore: “Ascoltate oggi la sua voce, non indurite il vostro cuore”.

Su questa base accenniamo a quella che chiamiamo “Lectio Divina e che è realmente un cammino.

Lectio

Il punto di partenza è la lettura, anche perché la nostra fede è una storia di salvezza. Una lettura fatta dopo aver invocato lo Spirito Santo.

 

Meditatio

 Però questa parola bisogna accoglierla, assimilarla, interiorizzarla, in modo che diventi regola ispiratrice di vita.

E’ un esercizio tutt’altro che pietistico, non è una pia pratica. Origene dice: questo è il modo attraverso il quale Gesù cresce dentro di noi.

C’è una specie di equazione tra questo masticare questa parola e il crescere di Cristo in noi nel suo Regno. Se ci fermiamo vediamo l’importanza di quanto stiamo dicendo.

Questo esercizio consiste nel riprendere questa parola, nello sminuzzarla, renderla assimilabile, comprendendone le sue tematiche; è un lavoro paziente, laborioso, anche lungo, da svolgere con un minimo di tranquillità interiore.

Oratio

A questo punto, abbiamo invocato lo Spirito, abbiamo letto il testo, abbiamo sostato sulla Parola. A questo punto nasce la preghiera, necessariamente.La preghiera non è un fatto volontaristico, a volte facciamo fatica a pregare, non sappiamo cosa dire. Facciamo parlare il Signore. Quindi a questo punto rispondo a tono, a Lui che mi ha parlato e gli restituisco la Parola. Dopo che l’ho incontrato, dopo che la Parola dentro si è fatta carico dei miei problemi, delle mie situazioni, delle mie ansie, anche delle mie gioie, cioè di tutto il mio mondo interiore. Questa Parola è entrata dentro, si è fatta carico di tutta la mia vita e ritorna come parola nostra, nella cui risonanza tutta la mia vita cerca di diventare quella Parola.

Contemplatio

E naturalmente a questo punto nasce la contemplazione che è imparare a vedere le cose come le vede Dio.

Non è un processo puramente tecnico. Se c’è questa prassi, necessariamente si arriva alla contemplazione, cioè a vedere le cose come le vede il Signore. La Parola poi deve diventare la nostra vita. Anche noi siamo questa lettera di Cristo scritta dallo Spirito. Si tratta di tradurre in conversione, collaborando per l’avvento sulla terra del suo Regno.