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Eremo di Monte Giove - Proposta monastica
Eremo di Monte Giove - Proposta monastica
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alle Costituzioni e Dichiarazioni della Congregazione Camaldolese:

 

 

n° 122. Uno è lo Spirito che per l'utilità della Chiesa distribuisce la varietà dei suoi doni (cfr. 1 Cor 12,1-14). Tutte le membra inserite dal Cristo nel suo corpo mediante il Battesimo, la Confermazione e l'Eucaristia, sono spinte da questa effusione di carità a cooperare alla crescita del medesimo, fino alla manifestazione della sua pienezza (cfr. ef 4,13; LG,7; AG, 36). 

La comunità monastica compie efficacemente questa missione apostolica con la sua stessa presenza.

La carità che unisce i fratelli in un'unica famiglia, il mistero di Cristo celebrato e vissuto in coerenza di vita, la Parola di Dio ascoltata e meditata ogni giorno, il colloquio orante che li unisce al Padre nell'ascesi e nella gioia dello Spirito, fanno della comunità monastica una proclamazione della presenza del Cristo nella Chiesa e dell'attesa del regno dei cieli (cfr PC,7; AG, 40).

Vivendo monasticamente e collaborando alla vita delle comunità secondo il proprio compito e i doni ricevuti dallo Spirito, i monaci partecipino quindi all'opera apostolica della Chiesa (cfr AG, 36-37; PC,7). (...)

n°123. La tradizione monastica - in linea con l'esempio e l'insegnamento del S.P. Romualdo - ha tenuto sempre viva questa coscienza apostolica e ha dato espressione concreta alla carità ecclesiale che l'animava, secondo la grazia concessa dallo Spirito in corrispondenza alle condizioni dei tempi e dei luoghi.

n°124. (vedi ospitalità)

n°125. il mondo intero è testimone di un clima ecumenico nuovo che facilita o crea spazi di dialogo tra credenti delle grandi fedi viventi. Cattolici, cristiani di diversi confessioni, ebrei, mussulmani, indù, buddisti e uomini di buona volontà cercano strade nuove di crescita nella verità e nella comunione.

La Chiesa, riconoscendo che Dio non fa preferenze di persone, ma accetta colui che lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga (At 10, 34-35), si è posta, con il Concilio Vaticano II, in religioso ascolto della voce dello Spirito che grida in ogni uomo (UR; LG; GS; NA).

La comunità monastica, in linea con la tradizione di libertà spirituale dei nostri Padri antichi, si renda perciò disponibile ad accogliere i "semi del Verbo" presenti misteriosamente in ogni uomo che cerca il volto di Dio."