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Omelia - 1° Domenica di Quaresima
Omelia - 1° Domenica di Quaresima

 Domenica 18 Febbraio

Eremo di Montegiove (Fano)

Omelia - 1° Domenica di Quaresima

Gen 9, 8 - 15 / 1 Pt 3, 18 - 22 / Mc 1, 12-15

   Il racconto della permanenza di Gesù nel deserto fatto da Marco è estremamente conciso a differenza dei racconti di Matteo e Luca, più sviluppati e ricchi di particolari, ed legato con l’episodio precedente, quello del Battesimo (Mc 1, 9-11). In questa prima domenica di Quaresima la prima e la seconda lettura richiamano infatti la dimensione battesimale del cammino quaresimale.

La prima lettera di Pietro mette in parallelo le acque del Diluvio con le acque del battesimo, ma mentre le prime producono morte e distruzione le seconde sono invece per la vita, trasformata interiormente in virtù della resurrezione di Cristo. 

La resurrezione è in se il compimento delle promesse e delle alleanze, a cominciare dall’alleanza narrata nel passo di Gen 9, 8-15: Dio si impegna a non distruggere più la creazione, ma a sostenerla per sempre in tutte le sue forme e a ricordarsi di questa promessa con il segno dell’arcobaleno. In questo segno possiamo scorgere un idea di salvezza che va oltre qualsiasi confine, che si estende su tutta la sfera celeste e che abbraccia la terra con la multiforme varietà dei suoi colori. 

Salvezza universale che vediamo raffigurata nella dimensione centrale del deserto in cui lo spirito sospinge Gesù. Il deserto dell’Esodo è il luogo in cui Dio stipula l’alleanza mosaica, ed è anche il luogo della purificazione in vista della terra promessa. Nel deserto Gesù compie il suo esodo personale verso il Regno di cui annuncia la vicinanza, ma egli vive già nel Regno, nel mondo nuovo in cui c’è un equilibrio cosmico tra le fiere, le energie caotiche e gli angeli, le energie dell’universo ordinato e finalizzato.   

Il deserto, nella prospettiva dell’evangelista e degli interpreti di questo brano evangelico, viene messo in parallelo con il giardino di Eden, un mondo intatto nella sua bellezza e armonia, in cui Cristo come nuovo Adamo è posto al centro. Il Regno vicino non è riproposta dell’Eden originario, ma viene dopo il compimento del tempo, è storia che ricomincia, è possibilità di equilibri in divenire non ancora dati ma che sono affidati all’uomo alla sua conversione e al suo affidamento alla parola di Dio.   

Il cammino di Quaresima ci invita alla conversione, a sognare nuove visioni del mondo, a riprogettare la storia, mentre attraversiamo il deserto del nostro esodo illuminato dall’arcobaleno del futuro di Dio.