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Omelia - VI Domenica di Pasqua
Omelia - VI Domenica di Pasqua

Domenica 6 Maggio

Eremo di Montegiove (Fano)

Omelia - VI Domenica di Pasqua

Gv 15, 9 - 17

 

Rimanete nel mio amore.

Spesso può costare fatica rimanere in una situazione, di qualsiasi tipo sia, inclusa la relazione d’amore.

Le relazioni non sono soltanto innamoramento improvviso, cieco e vagamente irrazionale, o frutto di un dovere più o meno soddisfacente.

Le relazioni, lo stare, il permanere in una situazione, richiedono paziente costruzione, vita vissuta giorno per giorno, che sia accolta con consapevolezza la rete di relazioni in cui viviamo e mantenerla viva, facendola fruttificare.

Gesù dice Amatevi gli uni gli altri. Rimanete dentro questa rete di benevolenza e non chiudetela, ma allargatela in tutte le direzioni nella reciprocità dell’amarsi gli uni gli altri. Propone anche una caratteristica che dovrebbe essere in qualche modo un segno distintivo di chi lo sta ascoltando, di chi dice di essere suo discepolo e cioè che bisogna amare come lui ha amato.

La sua maniera di amare è quella di chi è venuto per servire e non per essere servito, di chi sta ai piedi dei suoi amici e li lava come uno schiavo, di chi addirittura dona la propria vita per la vita degli amici, di chi non giudica e giustifica anche chi lo sta ferendo mortalmente, di chi guarda tutti con amore e sincerità per cui può essere forte e rivoluzionario di fronte all’ingiustizia e all’abuso dei poteri o mite e silenzioso nel condividere le pene dell’umanità.

Amare come ha amato Gesù significa intendere questo amore come il livello più alto della qualità esistenziale. Ma la nostra umanità pulsa su livelli diversi, non possiamo essere imitatori della divinità, ne tantomeno servitori inconsapevoli di un dio lontano e misterioso.

Dio ci vuole suoi amici, ci vuole persone libere, autonome e responsabili. Ci vuole in relazione con la sua libertà e amicizia, ci vuole in relazione con la rete di relazioni di cui siamo parte perché così saremo nella gioia.

Il nostro benessere e la nostra gioia si fondano sull’amore.

Gesù nei suoi incontri ha celebrato la liturgia dell’amicizia e dell’amore, ha vissuto la gioia e ha donato amore, amicizia e gioia. Questa è stata la sua vita, questa la vita che ha donato e che dona ai suoi discepoli, questa la nostra speranza che diventa preghiera e celebrazione eucaristica cioè rendimento di grazie, gioia nella condivisione della vita stessa del Risorto.