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Omelia Epifania del Signore
Omelia Epifania del Signore

 Domenica 6 Gennaio

Eremo di Montegiove (Fano)

Epifania del signore 
MT 2, 1 - 12


Epifania significa manifestazione, rivelazione della divinità in modo sensibile, oggi infatti ai magi si rivela il Cristo nella sua umanità e divinità.

L’Epifania potrebbe essere definita anche come la festa dei cercatori di Dio, di coloro che ascoltano e seguono la voce interiore che invita ad alzarsi e guardare ciò che accade intorno, a seguire una luce, uno spiraglio di apertura nel grande respiro dell’universo e della vita personale. Il Vangelo ci racconta di questa ricerca di Dio con l’immagine di un viaggio, utilizzando dei personaggi che sembrerebbero totalmente estranei al complesso della narrazione evangelica.

Che cosa hanno a che fare questi tre sapienti orientali che la tradizione e la storia dell’arte ci hanno consegnato come figure immaginifiche, ammantate di preziosità materiali e simboliche, con la storia di un bambino nato in una situazione precaria in un luogo insignificante e turbolento dell’impero romano?

La connessione è nelle parole del profeta Isaia, che sono anche la traccia per il viaggio: Alzati, rivestiti di luce. Questi tre uomini hanno saputo alzare lo sguardo e cercare una luce, lo hanno fatto insieme, unendo i loro desideri e facendo attenzione al ritmo del viaggio, alle indicazioni inscritte nel creato e nel fascino notturno delle stelle, facendo attenzione l’uno all’altro.

Sembrerebbe un viaggio abbastanza facile, eppure commettono degli errori, sbagliano meta, si perdono, la loro ingenua fiducia verso i potenti alimenta la folle soluzione omicida del re. Ma essi continuano la loro ricerca, ricominciano il cammino, magari per altre strade, senza arrendersi.

Trovato il bambino lo adorano e gli offrono i doni, ma al di là del valore simbolico dell’oro, dell’incenso e della mirra, il dono più prezioso è il loro stesso viaggio, il fatto che si sono messi alla ricerca, il fatto che hanno seguito un desiderio di luce e di apertura, fino ad inginocchiarsi e farsi piccoli di fronte ad un piccolo bambino, di fronte ad un dio che si rivela nella totale debolezza e nel più assoluto bisogno di essere curato e custodito.

L’Epifania ci ricorda che dobbiamo curare e custodire i sogni, le speranze, il futuro, che non possiamo cedere al cinismo e all’opportunismo violento, ma continuare a cercare, anche commettendo errori, finchè non si trova il Dio-bambino nella storia, nelle persone, nella vita di ogni giorno.